Nell'ambito delle attività dell'associazione "Diamo vita ai giorni", che offre un supporto a tutte le persone che vivono un disagio oncologico, neurologico o legato ad altre gravi patologie, c'è anche Note in circolo, esperienza di profondo ascolto musicale in un contesto di meditazione, il cui scopo è favorire una sempre più profonda conoscenza interiore, soprattutto attraverso le funzioni della persona emozione/sentimento e immaginazione, e la condivisione in gruppo di questa conoscenza, per sperimentare il forte potere di relazione della musica... 

Un percorso in cui si cerca di scoprire la musica come chiave dell'anima e forte legame tra anime. Un'iniziativa volta a scoprire luce dove sembra che non ci sia ... ed invece, seppure ben sepolta dentro di noi,  esiste ......ci vogliono solo occhi per vederla ... facciamo passare la notizia, soprattutto a persone che possono aver bisogno dell'associazione e di questa esperienza in particolare ... 

Giovanna si sente in attesa, Maria è una combattente, Federica è piena di energia, Manuela vuole vivere nel presente, Rosaria è curiosa, Anna è forte … grazie alla musica, fatta circolare in noi e tra noi, scopriamo qualcosa in più rispetto a ciò che già sappiamo di noi, che a volte è un peso, soprattutto nel tempo della difficoltà e della malattia … scopriamo un "di più", attinto al nostro futuro, che, coltivato con cura, può spingerci lontano, verso obiettivi e condizioni di vita inaspettate … Questo, e tanto altro, è ciò che facciamo a "Note in circolo” 

Lo scorso mercoledì abbiamo percorso un'altra importante tappa delle nostre "Note in circolo" ... sulle note di Bado Blu Nui di Alessandro Cuozzo

e di Giochi d'acqua a Villa Magni di Lino Madoglio, entrambi eseguiti dalla pianista Irene Veneziano, abbiamo esplorato le profondità del mare delle nostre vite ... e portato a galla emozioni ed immagini che saranno chiavi e mappe per futuri cammini 

Mercoledì 25 gennaio abbiamo condiviso l'intensa, dolce e profonda esperienza di "Note in circolo" 

Le note come "mani" che aprono le porte e le finestre più interne del cuore ... per farci sperimentare la nostra ricchezza e originalità ... 

Con ''Solo" di Ludovico Einaudi abbiamo provato concretamente la solitudine, "costretti" a guardare solo verso il basso ... 

con "Occhi neri" di Fiorella Mannoia siamo entrati nella fatica ma anche nella consolazione di avere occhi solo per gli occhi degli altri ... 

con "Daddy blues" di Emma Morton e "One Love" di Bob Marley abbiamo preso sulle nostre spalle la responsabilità di guidare un altro, totalmente affidatosi alle nostre mani e viceversa ... 

..... un altro pezzo del nostro mondo interiore non è più inesplorato ... e la fame di nuovi viaggi aumenta ...

 

https://youtu.be/GUz3Cbl49r0

https://youtu.be/JaN8goHk7Gs

https://youtu.be/vdB-8eLEW8g


un abbraccio!

... come sempre, grazie!

 Antonino Minieri

Già sulla base della mia passione per la musica e di precedenti “esperimenti”, mi ero reso conto di quanto la musica, anche più di altri linguaggi artistici, fosse capace di farci entrare nella profondità del nostro animo, di consentirci una esplorazione profonda del nostro “io”, di “aprire delle stanze dell’anima” e di metterci alla presenza di contenuti emotivi che, altrimenti, resterebbero sempre nell’orizzonte dell’inconscio. Tutti gli eventi della nostra vita ci plasmano, “scavano” nel nostro intimo e lasciano in noi il loro riverbero. Tutto questa “materia viva”, affinché non si strutturi in forme non controllabili dal nostro io, che sempre invece deve restare il regista di tutte le nostre subpersonalità, ha bisogno di essere scoperta, accolta e trasformate, affinché diventi energia preziosa al servizio del nostro sviluppo personale e non, invece, a disposizione di forze disordinate e distruttrici. Avendo sullo sfondo tutte queste convinzioni, ho pensato che il semplice ascolto della musica potesse essere uno strumento straordinario per le donne iscritte all’associazione, per aiutarle ad accogliere, possedere e trasformare i contenuti emotivi della loro dolorosa esperienza e dare loro "spunti di guarigione” a partire dalla loro dimensione psicologica ma, ben radicati in una visione integrata dell’uomo, anche per quelle biologica e spirituale.

L’esperienza di “Note in circolo” è molto semplice: ci si mette in cerchio e, per prima cosa, si fa un esercizio di ri-centratura, come per esempio l’esercizio quotidiano di dis-identificazione di Assagioli, ma anche altri simili. Poi si ascoltano alcune musiche e, a seguire, c’è un tempo di silenzio, nel quale ogni partecipante può ritornare a ciò che, durante l’ascolto, ha immaginato e emotivamente percepito e, se lo desidera, trascriverlo su un quaderno. A conclusione, ognuno, con la massima libertà, può condividere quello che ha “visto” e “sentito”, mettendo da parte la preoccupazione di dire cose necessariamente “sensate” – questa è un’esperienza in cui va messa da parte la funzione ragione a vantaggio dell’immaginazione -, avendo come stella polare solo l’autenticità e contando anche su un contesto di gruppo accogliente ed assolutamente non giudicante. Dopo un primo giro, ognuno può anche esprimere la sua risonanza sulla condivisione degli altri.

Tutto questo consente di:

a) Poter “pescare” dal proprio intimo e raccontare contenuti interiori che hanno assoluto bisogno di essere riconosciuti e rielaborati;

b) Poter interpretare tali contenuti, anche tramite l’aiuto del gruppo, che è un grande specchio;

c) Portare con sé delle possibili prospettive concrete da poter realizzare nella quotidianità.

 

Antonino Minieri